Oggi ho passato la giornata leggendo gli scritti di eruditi del Sei e Settecento sulla vita degli artisti del tempo. Giovan Pietro Bellori, Lione Pascoli, Giovanni Gaetano Bottari, non sono soltanto biografi ma anche teorici dell'arte. La scelta degli artisti di cui riportano notizie, fra i quali il romano d'adozione Carlo Maratti, esprime una precisa concezione dell'arte, basata sullo studio del disegno e sull'osservazione della natura emendata attraverso la visione delle sculture antiche e delle opere dei più importanti maestri, fra i quali Raffaello e Annibale Carracci.
Questa concezione che ha improntato l'insegnamento accademico fino a tempi recenti è stato lo spunto per il corso di pittura di quest'anno: un percorso tradizionale con esercizi sperimentati durante gli anni di liceo artistico e altri imparati attraverso la ricerca universitaria condotta negli ultimi due anni. Il tutto condito da un'atmosfera conviviale.
Apprendere in modo semplice ma approfondita la tecnica artistica tradizionale è un'opportunità per avere la padronanza del mezzo espressivo per utilizzarla a proprio piacimento, ricercando uno stile personale.
A proposito di stile personale... La mostra sull'arte delle Avanguardie Russe d'inizio Novecento, ospitata da venerdì scorso a Palazzo Chiablese, mi ha riportato all'origine. Mia risaputa passione, l'arte russa nella ricerca su composizione, forma, colore e rapporto con le altre arti rappresenta un'ottima vitamina per riprendere contatto con se stessi, indagare la nostra persona e ciò che ci circonda rappresentando l'emozione e l'idea di ciò che si desidera raffigurare.
L'Idea è ciò che collega passato e presente: prendere spunto dal visibile per trasformarlo, secondo il proprio stile e la sensibilità del proprio tempo, per rappresentare ideali artistici e valori esistenziali.
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